Peschici

Peschici si trova circa 20 km. a nord di Vieste, sulla costa, tra un mare cristallino e verdi pinete.
Peschici, novanta metri sul mare, le case aggrappate ad una rupe, è un borgo mediterraneo, la cui bellezza può essere colta dalla graziosa piazzetta a picco sul mare. Uno spettacolo da pittori, col piccolo porto, il castello a picco sul mare, la lunga spiaggia sabbiosa, la pineta e la strada che s’inerpica tra i pini e la macchia mediterranea.

Cosa Vedere a Peschici

Il principale punto di interesse di Peschici è sicuramente il centro storico che si trova all’interno delle mura medievali intervallate da torrioni, ancora visibili.
L’accesso al borgo antico di Peschici dal centro della città (Corso Garibaldi) avviene attraverso un arco con torre che i peschiciani chiamano “Porta del Ponte”, in memoria del ponte levatoio che chiudeva il paese.

Il centro storico è tipicamente mediterraneo, con le strade strette, i belvedere sul mare, e le bianche case con tetti a cupola e tetti a spiovente, espressione di diversi periodi storici e dominazioni.


Proseguendo arriviamo fino alla odierna via “Porta di Basso”, così chiamata per la presenza, in passato, di una porta secondaria usata dai pescatori e braccianti che tornavano dalla spiaggia o dalle campagne a valle.


Domina il mare il Castello di Peschici, la prima struttura edificata nell’attuale centro storico, edificato dai normanni intorno al’anno 1000 sui resti di un castelletto greco.
Il castello è parzialmente distrutto e inglobato nel reticolo cittadino e alcune ale sono diventate abitazioni private. Le “segrete” invece sono accessibili al pubblico e ospitano spesso delle mostre.

A valle troviamo il caratteristico porticciolo, la lunga baia sabbiosa e proseguendo verso nord un costone roccioso con una pineta e la caratteristica “Torre di Monte Pucci” che ci separa dalla baia di Calenelle e San Menaio (Vico del Gargano).

Come arrivare a Peschci

Per arrivare a Vieste da Peschici abbiamo 2 strade principali, la prima, interna, attraversa gli oliveti secolari e la piana di Mandrione, prima di attraversare un territorio collinare con pineta molto suggestivo.
La seconda invece è la litoranea, ricca di tornanti che costeggiano spiagge, falesie e baie come quella di Sfinale, confine tra Vieste e Peschici.
Da nord invece sarà possibile arrivarci da Vico del Gargano, arrivando nella piana di Calenelle, o da Rodi Garganico, costeggiando il lungo litorale di San Menaio.

La storia di Peschici

La tradizione vuole Peschici fondata nel 970 da Sueripolo, comandante degli Schiavoni ed inviato dai monaci delle Tremiti a cui apparteneva la zona. La popolarono in seguito gli stessi  Schiavoni e i Dalmati, chiamati dall’imperatore Ottone per difendere la costa dai Saraceni. Resistono le tracce di quei  secoli pericolosi, dalle torri di difesa al castello medievale, con la torre nota come Rocca Imperiale,  ricostruito nel 1600 e successivamente restaurato . Intorno al reticolo originario di viuzze si trova la cattedrale dedicata a Sant’Elia (festeggiamenti il 20 luglio), di origine duecentesca e ampliata nel cinquecento (all’interno  tele di scuola napoletana del seicento, tra cui una tela  di Pacecco De Rosa).

Discendendo dall’alto, serpeggiando lungo il declivio, la via giù a valle, verso Vieste, in un rigoglioso mare di olivi,  sorge l’antico monastero benedettino di Santa Maria di Calena (o Kalena), sorto nell’872 ad opera di Ludovico II , imperatore di occidente, con torri e merli  in parte ancora esistenti. Alle dipendenze della badia di  Calena vi era l’abbazia, ormai diruta, della S.S. Trinità sulla vetta di  Monte Sacro.  All’interno  si trovavabi la chiesa, il refettorio dei monaci e un bel quadro bizantineggiante della Madonna delle Grazie. Ebbe storia travagliata di passaggi di mano e di armi nella lotta fra diocesi e loro protettori. Finché nel 1780 passò al regio demanio e fu venduto all’asta. Da allora si è avviata lentamente verso uno stato di abbandono.


La tradizione popolare vuole che vi sia nascosto un tesoro, sepolto col cadavere di una figlia del turco Barbarossa corsareggiante sulla fine del XVI sec. lungo le coste della Puglia, e che l’antica badia era congiunta al mare da un passaggio sotterraneo, dove ora perennemente galoppa una cavalcata di demonii con infernale fragore.

Forse tale passaggio una volta doveva esistere, e serviva di scampo ai frati, i quali, se assaliti, potevano di là raggiungere il mare e cercare rifugio nella più salda e più sicura e potente  badia delle Tremiti .

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