Trabucchi ★★★


I trabucchi, antichissimi strumenti di pesca, sono diffusissimi lungo tutta la costa da Vieste a Peschici (dove non esiste promontorio su cui non sorga una di queste gigantesche macchine da pesca). Sono tutelati dal Parco Nazionale del Gargano e sono ritornati in attività grazie alla salvaguardia e valorizzazione del Parco, che li ha adottati in segno di rispetto della tradizione garganica. Purtroppo molti trabucchi sono andati distrutti con il tempo, ma alcuni rimangono in un buono stato (vedi mappa). Simbolo stesso della civiltà costiera garganica, i trabucchi sono diventati in seguito il soggetto preferito di artisti ed artigiani del luogo. Nato in tempi lontani dall’esigenza di fronteggiare  il mare infido tenendo i piedi ben piantati per terra, assurge  oggi al ruolo di testimonianza mirabile dell’ingegno umano proteso alla soluzione ottimale dei problemi materiali, come quello di procurarsi di che vivere in sicurezza, a debita distanza da un mare amaro per la sua energia distruttiva a più riprese sperimentata nei  naufragi e per la presenza saracena, costante pericolo per i pescatori dei secoli passati. Questi rudimentali  ed atipici strumenti di pesca, costruiti con tecniche empiriche da uomini semplici, oggi sembrano voler raccontare a noi uomini moderni l’atavica poesia di un tempo ormai dissolto.
La Struttura di un trabucco consiste una imponente costruzione realizzata in legno strutturale che consta di una piattaforma protesa sul mare ancorata alla roccia da grossi tronchi di pino d’Aleppo, dalla quale si allungano, sospesi a qualche metro dall’acqua, due (o più) lunghi bracci, detti antenne, che sostengono una enorme rete a maglie strette detta trabocchetto, che sfrutta la confluenza delle correnti marine per intrappolare il pesce e da una tavolata, una superficie in legno al centro della quale sorge il casotto, il vero e proprio cuore nel quale il pescatore si porta di primo mattino e attende di recuperare la rete con il frutto della pesca.

Il termine “Trabucco” è perfettamente dialettale, ma ha seguito una certa italianizzazione; si pensa derivi dal latino “ Trabs – Trabis” che significa legno, trave o albero. L’affinità al termine latino è accettabile poiché il Trabucco è un sistema quasi interamente costruito in legno, quindi di alberi e travi. Uno dei Trabucchi più affascinanti, per la sua posizione, si trova sugli scogli di Punta San Francesco, scendendo le scale alla destra della chiesa.

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